Urbanistica: approvazione CDR-CDU
Nella seduta di martedì 22 settembre il Consiglio Comunale (presenti solo i consiglieri di maggioranza) ha votato, tra le altre, la delibera sul Piano particolareggiato, esecutivo del PRG, dell’insieme dei comprensori CDR e CDU. CDR (centro direzionale residenziale) - CDU (centro direzionale uffici).
“Nell’arco di tempo intercorso dal mio insediamento – ha esordito il Sindaco Michele Marini – abbiamo portato a termine interventi che non sono mai stati realizzati nei precedenti decenni. Il Piano Regolatore Generale è stato varato nel 1973 e non è mai stato attuato dalle passate Amministrazioni. Se solo si fossero realizzati i Piani Particolareggiati ora avremmo una città di centomila abitanti più omogenea nella sua situazione urbanistica e con una viabilità migliore.
Questo avverrà grazie al piano Peep, all’edilizia diretta in Piano B ed appunto al Piano Particolareggiato CDR – CDU. Una vera pianificazione della città non c’è mai stata, ora però vogliamo che si faccia. Avevamo intenzione di varare un nuovo Prg, ma per realizzarlo occorreva troppo tempo e Frosinone non poteva aspettare oltre per il suo sviluppo. Abbiamo deciso quindi di attuare il vecchio Prg dove poteva essere attuato. Sono davvero soddisfatto – ha concluso il Sindaco – di quello che stiamo e abbiamo realizzato in questi anni”.
“Il 9 luglio scorso il CTR (Comitato tecnico Regionale) – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica e Gestione del territorio Fernando Picchi - ha recepito integralmente la proposta di variante all’articolo 18 delle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) del PRG. Ciò consentirà ai proprietari dei lotti edificabili di avere il permesso a costruire in Zona B, per interdersi nelle zone di via Marittima, via Aldo Moro (da De Matthaeis al bar Minotti) e nelle parti iniziali di viale Napoli, via America Latina e via Firenze. Ciò è importante per togliere Frosinone dalla staticità di cui soffre. Il volano dell’economia inizierà a girare portando al territorio lavoro e benessere. Questo in un momento di evidente crisi economica riscontrabile in tutto il mondo.
L’Amministrazione Marini mi ha dato l’incarico di dettare le strategie rispetto al PRG e l’assessorato da me guidato ha portato a termine l’incarico assegnato”.
Il progetto di piano particolareggiato riguarda un’area posta in posizione baricentrica rispetto a tutto il territorio comunale, delimitata sul lato est della zona di completamento “B” della parte bassa della città, sul lato ovest dal quartiere Peep Cavoni e da una zona omogenea “F” in parte destinata al Palazzo di giustizia, sul lato nord da un’ampia area di espansione che il PRG destina a zona “CR” e sul lato sud dal quartiere Peep Selva Piana.
La parte di territorio, quindi, risulta di vitale importanza strategica per lo sviluppo coerente e funzionale della città, in quanto permette di riconnettere il tessuto edilizio della zona di completamento con quello degli altri comprensori di espansione, in particolare i quartieri Peep già saturi e la zona “CR”, anch’essa in gran parte edificata.
L’iniziativa, integrandosi con le previsioni di pianificazione urbanistica, affronta organicamente il processo di sviluppo edilizio per il completamento urbano della zona, peraltro già oggetto di diversi processi di sviluppo, sia in maniera spontanea che organizzata. Questa nasce, tra l’altro, per l’esigenza di armonizzare gli interventi ivi previsti, in parte già attuati o in corso di completamento ed in parte richiesti, nonché per perseguire il miglior assetto urbanistico dell’area.
Il Consiglio comunale, con il verbale n. 55 del 19 dicembre del 2007 ha approvato lo “Studio preliminare per la pianificazione dei comprensori Cdr – Cdu redatto dal Settore D, impartendo nel contempo i seguenti indirizzi:
volumetrie esistenti – salvaguardia, ove possibile e senza pregiudizio per lo sviluppo complessivo dell’intera area, le volumetrie esistenti, legittime o legittimate ai sensi della legislazione vigente, ricadenti in aree che il PRG destina a verde o servizi, ovvero a viabilità;
viabilità – valorizzare la rete viaria esistente, migliorarla e/o potenziandola, limitando per quanto possibile la realizzazione di nuovi tronchi viari, anche al fine di un complessivo contenimento dei costi;
aree vincolate – rispettare il corso d’acqua denominato fosso Rio o Rivo e le aree non compromesse tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n 42, come vigente, che può rappresentare l’innervamento naturalistico intorno al quale mantenere una idonea fascia di verde in grado di costituire la dotazione degli spazi pubblici di cui al D.M. n. 1444/68;
delimitazioni dei comprensori – studiare una conformazione dei comprensori, che, per quanto tecnicamente attuabile, favorisca una perimetrazione il più possibile coincidente con dividendi catastali, strade, corsi d’acqua ed altri limiti fisici e morfologici, anche con modifica del perimetro esterno degli stessi;
intervento localizzato ex articolo 51 della legge n. 865/71 – confermare la localizzazione delle aree per standard di cui alla deliberazione commissariale n. 43/C del 5 giugno 1998 e di pertinenza dell’insediamento realizzato. Con separato procedimento, si avvii la verifica della legittimità della localizzazione operata in relazione al dimensionamento degli standard;
Dei comparti edificatori sono state individuate le perimetrazioni di comparti in modo da distribuire omogeneamente, per quanto possibile, le nuove volumetrie da insediare su tutto il territorio interessato dal Piano, al fine di riequilibrare la densità edilizia nelle aree fondiarie, nonché le aree per standard pubblici, considerando, altresì per quanto possibile, le iniziative di associazioni spontanee dei proprietari terreni edificabili costituitisi nelle proposte di lottizzazioni, anche non accolte;
Il piano prevede inoltre a individuare procedure atte a prevedere la realizzazione di “comparti edificatori di recupero” e di “completamento dei lotti singoli” attraverso interventi anche di ristrutturazione edilizia con aumento delle cubature, al fine di uniformare gli indici fondiari più bassi con quelli, altissimi, scaturenti dalle edificazioni nelle aree libere.
Inoltre, con la medesima deliberazione, il Consiglio ha stabilito che nell’ambito dell’insieme dei comprensori Cdr-Cdu possono essere individuati complessi edilizi ed aree di pertinenza destinate a diverse attrezzature, di cui alle leggi regionali numero 18 del 1985, numero 59 del 1985, numero 33 del 1998 e numero 37 del 1996, precisando che tali complessi ed aree, esistenti o da destinare a seguito di eventuale richiesta degli interessati, seguono le specifiche normative tecniche di settore e non concorrono alla formazione e dotazione degli spazi pubblici di cui all’articolo 3 del Decreto Ministeriale numero 1444/68.
Attuazione del Piano
Al fine di perseguire lo sviluppo della pianificazione nell’ambito degli indirizzi consiliari, compatibilmente con l’analisi eseguita, si è ritenuto opportuno suddividere il territorio interessato in base alle diverse tipologie morfologiche rilevate. Dall’analisi eseguita, sono stati individuati tre ambiti territoriali, come di seguito costituiti, per i quali è stata prevista una diversificata modalità di trasformazione, in relazione alla ubicazione e conformazione degli ambiti stessi, compatibilmente con la necessità di reperire e razionalizzare gli spazi pubblici per attrezzature ed infrastrutture:
1.Le aree completamente libere da edificazione di tipo stabile, ovvero occupate da strutture di tipo precario e fatiscente, per lo più isolate ed avulse da contesti edilizi caratterizzati;
2.Le aree impegnate da edificazioni da tempo esistenti ovvero sorte in maniera spontanea e non organizzate;
3.Le aree edificate a seguito di piani attuativi ben definiti ed approvati dall’Amministrazione.
lun 12 ott, 2009 2:00 am