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Le grandi tappe storiche

L’Unione Europea è il frutto del lavoro di quanti, uomini e donne, si adoperano concretamente per la costruzione di un’ Europa unita. Le fondamenta costituzionali di tale edificio sono:

  • il trattato di Parigi che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) nel 1951;

  • i trattati di Roma che istituiscono la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (CEEA o Euratom) nel 1957.

I trattati istitutivi sono stati poi modificati:

  • dall’Atto unico europeo nel 1986;

  • dal trattato sull’Unione europea a Maastricht nel 1992;

  • dal trattato di Amsterdam nel 1997;

  • dal trattato di Nizza nel 2001.

I trattati hanno instaurato stretti legami giuridici fra gli Stati membri. Creando un mercato comune del carbone e dell’acciaio i sei paesi fondatori (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) intesero anzitutto garantire la pace fra i vincitori e i vinti della seconda guerra mondiale, associandoli e inducendoli a cooperare in un quadro istituzionale comune improntato al principio dell’uguaglianza. I sei Stati fondatori decisero allora di costruire una Comunità economica europea (CEE) introducendo un mercato comune per una vasta gamma di prodotti e servizi. L’avventura fu un tale successo che Danimarca, Irlanda e Regno Unito decisero di aderire alla Comunità. Il primo allargamento del 1973 portò gli Stati membri da sei a nove e introdusse nuovi compiti e politiche comuni: la politica sociale, la politica ambientale e la politica regionale, per la cui attuazione fu creato nel 1975 il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR). Agli inizi degli anni Settanta emerge la necessità di armonizzare le singole economie e con essa l’idea di un’unione monetaria. Nel 1981 entra a far parte delle Comunità la Grecia, seguita dalla Spagna e dal Portogallo nel 1986. Urge allora introdurre programmi strutturali, come i primi programmi integrati mediterranei (PIM), per ridurre il divario di sviluppo economico fra i dodici Stati membri. La Comunità decide infatti di completare il mercato comune europeo entro il 1o gennaio 1993. Sancisce tale ambizioso obiettivo l’Atto unico europeo che viene firmato nel febbraio del 1986 ed entra in vigore il 1o luglio 1987. L’assetto politico del continente subisce una radicale trasformazione con la caduta del muro di Berlino nel 1989, la riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, la democratizzazione dei paesi dell’Europa centrale e orientale liberatisi dal controllo sovietico e l’implosione dell’Unione Sovietica nel dicembre del 1991. Anche le Comunità europee sono in piena evoluzione. Gli Stati membri aprono le trattative per elaborare un nuovo trattato che il Consiglio europeo (capi di Stato e di governo) adotterà a Maastricht nel dicembre 1991. Il «trattato sull’Unione europea» entra in vigore il 1° novembre 1993 e la CEE diventa più semplicemente la «Comunità europea» (CE). Integrando nel sistema comunitario un regime di cooperazione intergovernativa per taluni settori, il nuovo trattato crea l’Unione europea (UE) e impartisce agli Stati membri una serie di ambiziosi obiettivi: l’unione monetaria entro il 1999, la cittadinanza europea e nuove politiche comuni; la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la sicurezza interna. Il dinamismo europeo e l’evoluzione geopolitica del continente convincono altri tre paesi ad aderire all’Unione. Il 1o gennaio 1995 l’Austria, la Finlandia e la Svezia diventano parte integrante di un’Unione di quindici membri che muove passi sinceri verso il suo più spettacolare obiettivo: introdurre un unico conio, l’euro, in sostituzione delle singole monete nazionali. Dal 1o gennaio 2002 le euromonete e le eurobanconote hanno libero corso nei dodici paesi dell’area dell’euro (detta anche «zona euro»). La moneta unica assurge così allo status di valuta internazionale di riserva, alla stregua del dollaro. Il mondo entra nel XXI secolo e gli europei devono affrontare insieme le molteplici sfide della globalizzazione. Nel marzo 2000 il Consiglio europeo decide la cosiddetta «strategia di Lisbona». L’obiettivo è fare dell’economia europea un concorrente atto a confrontarsi sui mercati globali con colossi come gli Stati Uniti o i paesi di recente industrializzazione. Ciò presuppone che tutti i settori siano aperti alla concorrenza, che sia dato ampio spazio all’innovazione e all’investimento. Siamo alla metà degli anni Novanta, l’Europa dei Quindici si è da poco costituita che già dodici nuovi paesi bussano alla sua porta. Presentano domanda di adesione le ex democrazie popolari del blocco sovietico (Bulgaria, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria), tre stati baltici dell’ex Unione Sovietica (Estonia, Lettonia e Lituania), una repubblica dell’ex Iugoslavia (Slovenia) e due paesi mediterranei (Cipro e Malta). Spinta dal desiderio di stabilità sul continente e dall’impulso di estendere a tali giovani democrazie i benefici dell’unificazione europea, l’UE si prepara a un allargamento dalle proporzioni inaudite. I negoziati per l’adesione dei paesi candidati iniziano a Lussemburgo nel dicembre 1997 e a Helsinki nel dicembre 1999. Con dieci paesi dell’adesione tali negoziati si concludono il 13 dicembre 2002 a Copenaghen. Si delinea così l’Europa dei Venticinque, che sarà tale solo nel 2004 nell’attesa di ampliarsi ancora ed aprirsi a nuovi paesi europei nei prossimi anni. Oltre mezzo secolo di integrazione europea ha profondamente segnato la storia del continente e la mentalità dei suoi abitanti. I governi degli Stati membri sanno tutti, indifferentemente, che l’era della sovranità nazionale assoluta è finita e che soltanto l’unione delle forze e la concezione di un «destino oramai condiviso» (per citare il preambolo del trattato CECA) permetteranno alle vecchie nazioni di progredire sul piano economico e sociale e continuare ad influire sul destino del mondo, per un futuro di pace e di libertà. 

Le istituzioni europee 

parlamento europeo

È l’istituzione che rappresenta i cittadini europei e costituisce il fondamento democratico dell’Unione Europea. Composto da 732 deputati, svolge il compito di co-legislatore, insieme al Consiglio, delle norme dell’Unione Europea, oltre ad adottare il bilancio dell’Unione e a controllarne l’esecuzione. Dispone inoltre di diversi strumenti di controllo nei confronti della Commissione Europea: approva la nomina del Presidente dei Commissari e può votare una mozione di sfiducia che costringe la Commissione alle dimissioni.

Il sito ufficiale: http://www.europarl.eu.int 

Commissione europea

La Commissione Europea è composta da 25 Commissari e ha poteri di controllo, di iniziativa e di esecuzione. Vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni dei trattati e delle decisioni prese dalle Istituzioni comunitarie. Propone le misure per lo sviluppo delle politiche comunitarie e assicura l’attuazione delle politiche comuni.

Il sito ufficiale: http://europa.eu.int

Consiglio dell’Unione Europea

Il Consiglio, composto dai Ministri dei 25 Stati membri, svolge il ruolo di co-legislatore insieme al Parlamento Europeo ed adotta le leggi dell’Unione Europea sulla base delle proposte avanzate dalla Commissione Europea. A seconda della questione dell’ordine del giorno, ciascuno Stato membro sarà rappresentato dal Ministro responsabile di quell’argomento (Affari Esteri, Trasporti, Agricoltura,…). Inoltre il Consiglio conclude gli accordi internazionali dell’Unione Europea.

Il sito ufficiale: http://ue.eu.int 

Corte di giustizia delle comunità europee

È composta da 25 giudici e da 8 avvocati generali. Ha la funzione di assicurare il rispetto del diritto nella interpretazione e nell’applicazione dei trattati. Inoltre esercita un controllo di legittimità sugli atti delle Istituzioni e, su ricorso di uno stato membro o di un’altra istituzione comunitaria, può dichiarare l’inerzia del Parlamento Europeo, del Consiglio dell’Unione o della Commissione. Dal 1989 alla Corte è affiancato un Tribunale di primo grado, competente per i ricorsi presentati dalle persone fisiche e giuridiche.

Il sito ufficiale: http://curia.eu.int

Corte dei conti

È composta da 25 membri, designati dal Consiglio dell’Unione e scelti tra le personalità che facciano o abbiano fatto parte di Istituzioni di controllo nei loro Paesi o possiedano una qualificazione specifica per questa funzione. La Corte esamina tutte le entrate e le spese dell’Unione e di tutti i suoi organismi. Presenta una relazione annuale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea sulla gestione delle finanze comunitarie.

Il sito ufficiale: http://www.eca.eu.int

Mediatore europeo

La figura del Mediatore Europeo (Difensore Civico Europeo) è stata introdotta per garantire la protezione dei diritti dei cittadini contro i casi di cattiva amministrazione da parte delle Istituzioni e degli organi comunitari. Può presentare una denuncia al Mediatore qualsiasi cittadino dell’Unione Europea o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia sede sociale in uno Stato membro.

Il sito ufficiale: http://www.euro-ombudsman.eu.int

Comitato economico e sociale

È composto da 317 membri e fornisce alle Istituzioni responsabili delle decisioni comunitarie il parere dei rappresentanti della vita economica e sociale sui progetti e sui problemi dell’Unione. Il Comitato ha potere consultivo. I suoi principali settori di attività sono gli affari finanziari e monetari, la politica commerciale, gli affari sociali, la famiglia, l’istruzione e trasporti.

Il sito ufficiale: http://www.ces.eu.int

Comitato delle regioni

Il comitato, composto da 317 membri, è il portavoce degli interessi delle collettività regionali e locali. È un organo consultivo ed invia i suoi pareri alla Commissione e al Consiglio dell’Unione. Interviene soprattutto nei settori dell’istruzione, della sanità pubblica, del turismo, dello sviluppo urbano e dell’ambiente.

Il sito ufficiale: http://www.cor.eu.int

Banca europea per gli investimenti

La Banca Europea è l’istituzione finanziaria dell’Unione Europea. Essa accorda finanziamenti per la realizzazione di investimenti nel settore pubblico e privato che abbiano come obiettivo, ad esempio, lo sviluppo economico delle regioni meno favorite, il miglioramento delle infrastrutture e delle reti nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia, la protezione dell’ambiente e il rafforzamento delle piccole e medie imprese.

Il sito ufficiale: http://www.bei.org