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LA VISITA DAL GINECOLOGO E GLI ESAMI PRIMA DI CONCEPIRE
PENSARE ALLA SALUTE DEL PICCOLO PER TEMPO. ADDIRITTURA ANCOR PRIMA DI AVERLO MESSO IN CANTIERE. OGGI È POSSIBILE. BASTANO POCHI CONTROLLI, FATTI PROPRIO IN FUNZIONE DEL CONCEPIMENTO, PER FARE IL PUNTO SULLO STATO DI SALUTE DEGLI ASPIRANTI GENITORI. DA QUI, LA PRIMA GARANZIA PER IL BENESSERE DEL NASCITURO E QUELLA SICUREZZA CHE PERMETTE DI AFFRONTARE LA GRAVIDANZA CON LA NECESSARIA SERENITÀ. ECCO PERCIO' QUALI APPUNTAMENTI È BENE SEGNARE IN AGENDA, ALMENO TRE MESI PRIMA DI PASSARE "ALL'AZIONE".
VISITA GINECOLOGICA
E' il classico esame ginecologico che prevede l'ispezione dei genitali esterni e la palpazione di quelli interni. Per valutarne forma, consistenza, volume, o punti dolenti. Comprende anche il cosiddetto esame speculare (effettuato dopo aver introdotto in vagina un divaricatore metallico), utile per valutare il collo dell'utero e le pareti interne della vagina. Con la visita lo specialista può perciò fare il punto sullo stato di forma degli organi dell'apparato genitale, eccezion fatta per le tube che non risultano palpabili. Si rende inoltre conto se ci sono eventuali infiammazioni, una piaghetta del collo dell'utero, anomale formazioni sull'utero o sulle ovaie (un fibroma, una cisti) , aderenze legate a passate infezioni che tolgono mobilità all'utero, o anomalie di posizione dell'organo riproduttivo (un utero retroverso, per esempio). Gli eventuali problemi che rappresentano un limite alla procreazione possono quindi esser curati ed eliminati per tempo. La visita viene corredata anche dalla valutazione della pressione arteriosa della donna e dal pap- test che serve da screening del tumore del collo dell'utero e per evidenziare eventuali infezioni ( da Papilloma o herpes virus, per esempio).
CONSULENZA PRECONCEZIONALE
E' associata alla visita ginecologica ed è estesa ad entrambi i partner. Si tratta di una sorta di intervista durante la quale il ginecologo effettua una ricostruzione accurata della storia ostetrica della donna (passate gravidanze, eventuali aborti spontanei, per esempio) e della storia della salute dei futuri genitori, con relative informazioni sulle malattie famigliari. Tutti questi dati permettono di identificare eventuali problemi materni che possono "pesare" sulla gravidanza (un diabete, un'ipertensione per esempio) e l'entità del rischio "di coppia" di trasmettere malattie a carattere genetico.
ESAMI DEL SANGUE
Valutano se l'aspirante mamma ha già fatto alcune malattie infettive che sono a rischio per la gravidanza e se la coppia può trasmettere malattie (genetiche e non) al piccolo. E' per questo che alcuni esami sono riservati solo alla donna, entre altri sono estesi anche al partner.

MAPPA DEI CROMOSOMI: NON PER TUTTI
E' un semplice esame del sangue esteso ad entrambi i partner, ma non viene prescritto di routine a tutti. Viene riservato solo a quelle coppie che, sulla base della visita preconcezionale, risultano a rischio di trasmissione di malattie cromosomiche. Viene consigliato a chi nel passato ha avuto due o più aborti spontanei, a chi ha già avuto figli affetti da malattie cromosomiche e a quelle coppie nella cui storia medica famigliare si sono già verificate nascite di bambini affetti da cromosomopatie( come per esempio la sindrome di Down). Per legge, le coppie che hanno queste caratteristiche possono effettuare il test e totale carico del Sistema Sanitario Nazionale.
Se la donna ha avuto più aborti spontanei, le viene consigliato anche un test del sangue per la ricerca di particolari autoanticorpi (antifosfolipidi, anticardiolipina, per esempio) che possono essere la causa dei fallimenti procreativi. Anche questo test, per decreto legge, è gratuito.
Ecco i test consigliati:
l Gruppo sanguigno con identificazione del fattore Rh. Per entrambi. Serve a definire la presenza o meno dell'Rh, una caratteristica dei globuli rossi. I motivi? Se la donna ha un Rh negativo e il partner lo ha positivo può crearsi una incompatibilità tra il sangue materno e quello del feto (nel caso erediti l'Rh paterno).
l Anticorpi antieritrociti( o test di Coombs indiretto). Solo per l'aspirante mamma che ha un Rh negativo. Dosa la presenza o meno nel sangue di anticorpi contro l'Rh positivo e valuta indirettamente anche il rischio di "rigetto" di un feto con la stessa caratteristica nei globuli rossi.
l Virus rosolia anticorpi o rubeo test. Solo per la donna. Serve a scoprire se l'aspirante mamma ha già fatto la rosolia nel passato (ed è quindi immune e non rischia di passarla al feto) , se l'infezione è in atto (e il concepimento è a rischio e va rimandato), o se non ha mai contratto la malattia. In questo caso, alla donna viene consigliata la vaccinazione antirosolia. Da effettuarsi almeno tre mesi prima di mettere in cantiere il bebè.
l Toxoplasma anticorpi o toxotest. Solo per la donna. Scopre se l'aspirante mamma ha già fato la toxoplasmosi: in questo caso non c'è alcun rischio che la trasmetta al piccolo. Se l'esito del test è negativo, la futura mamma deve invece mettere in atto misure igieniche per tutta la gravidanza per evitare di infettarsi.
COMPLETAMENTE GRATUITI
In base al decreto Ministeriale del 10 settembre'98 tutti gli esami del sangue per gli accertamenti preconcezionali sono a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale e non prevedono il pagamento di alcun ticket. Sono considerate prestazioni specialistiche necessarie per tutelare la maternità responsabile. Per usufruire dell'esenzione è sufficiente l'impegnativa del proprio medico di base o quella di un ginecologo pubblico (di un consultorio, di un ospedale, per esempio) I test vanno poi effettuati in un laboratorio d'analisi pubblico o convenzionato.
l Treponema pallidum anticorpi o VDRL. Per entrambi. Valuta se la coppia è affetta dalla sifilide, una malattia a trasmissione sessuale che può essere passata anche al feto. I rischi vengono azzerati con cure effettuate da entrambi i partner prima del concepimento.
l Virus immunodeficienza acquisita ( HIV 1-2) anticorpi. Per entrambi. Valuta se i futuri genitori sono positivi nei confronti del virus dell'Aids : in questo caso possono passare la sieropositività anche al piccolo. Sapendolo in anticipo, si possono mettere in atto alcune misure (parto cesareo, terapia antiretrovirale, allattamento artificiale) per ridurre il rischio di trasmissione dalla mamma al piccolo.
l Emocromo. Per la donna. Analizza le caratteristiche di globuli rossi e piastrine per identificare se ci sono alterazioni che fanno sospettare che la futura mamma sia portatrice sana (e quindi senza alcun sintomo) di malattie genetiche del sangue (Talassemia, soprattutto ). In caso di positività, il test è esteso anche al partner.
l Elettroforesi dell'emoglobina. Per la donna il cui emocromo ha messo in luce una riduzione del volume o alterazioni dei globuli rossi che depongono per un'anomalia genetica. L'elettroforesi determina con certezza se la futura mamma è portatrice sana di una malattia del sangue ereditaria. In caso di positività, l'esame viene esteso anche al partner in cui è già stato identificato un emocromo alterato. Se entrambi i genitori sono portatori sani, il piccolo può ereditare la forma più grave della malattia.
COME INDIVIDUARE I GIORNI GIUSTI
Metterlo in cantiere nei giorni giusti: identificare il momento dell'ovulazione e mettersi all'opera proprio in quel momento alza le probabilità di rimanere incinte. Per scoprire quali sono i giorni del mese più favorevoli esistono vari metodi: alcuni "casalinghi" , altri più scientifici. Ecco su che cosa ci si può orientare.
ANALISI DEL MUCO CERVICALE
Si basa sull'analisi della sostanza prodotta dalle ghiandole del collo dell'utero (appunto il muco cervicale) che assume caratteristiche particolari proprio due o tre giorni prima dell'ovulazione: più abbondante, trasparente e filante. Basta quindi tener d'occhio le piccole perdite che si raccolgono nelle mutandine a partire dal decimo giorno, per identificare il momento giusto. Questo metodo non è però valido in assoluto: non tutte le donne alla vigilia dell'ovulazione hanno perdite di muco così vistose e così facilmente valutabili.