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Bragaglia Alberto

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Bragaglia Alberto
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BRAGAGLIAAlberto è il quarto, in ordine di nascita, dei fratelli Bragaglia. Vide la luce il 26 gennaio 1896 a Frosinone dal padre Francesco e dalla madre Maria Tassi Visconti, quest’ultima rampolla della nota famiglia romana dell’archeologo Ennio Quirino Visconti.La sua famiglia nel 1900 lascia il capoluogo ciociaro e si trasferisce a Roma.Alberto è stato definito come il Pictor Philosophus, infatti studiò prima legge a Roma e poi conseguì anche la laurea in lettere e filosofia; e per vivere insegnò la filosofia nelle scuole superiori, ma la sua passione fu la pittura e l’attività pubblicistica di critico d’arte. Ancor giovane prese lezioni di disegno e dipinse poi per tutta la sua vita. E fu anche in contatto con i più grandi ed importanti artisti italiani dei primi decenni del novecento.Felice Borsato, nel suo saggio su Alberto Bragaglia, nel volume di Indagine giornalistica sulle arti figurative, si chiede se Bragaglia fosse “Futurista? Post-futurista? Informale? Pittore d’avanguardia?”, e così prosegue: “di certo intravide il futurismo con almeno un ventennio di anticipo”.Ma quale è stata l’intima originalità del Pictor Philisophus? In realtà a lui si deve la teorizzazione, nel 1919, della Policromia Spaziale Astratta, che Mario Verdone basa all’un tempo su un “soggettivismo cerebrale” e su un “antinaturalismo creatore”, e che lo stesso Alberto Bragaglia così spiegò: “alla estetica della realtà, obiettivo-soggetto, si sostituisce una estetica di valutazione e composizione, basata sull’analisi sperimentale dei coefficienti di bellezza, e creatrice cerebralmente, secondo i ritmi della vita fisiologica e psichica”. E’ per Verdone una teoria dell’Astratto.L’opera teorica, nell’arte figurativa, di Alberto Bragaglia non fu affatto estranea a quella del fratello Anton Giulio, come questo stesso ebbe a riconoscere.Borsato, sempre nella sua “Indagine giornalistica sulle arti figurative”, a proposito di Alberto Bragaglia, riporta quanto scritto, nel dicembre del 1989 da Amerigo Salvini, il quale ebbe modo di frequentare in Anzio il Pictor Philosophus: Alberto Bragaglia “fu innanzitutto ‘pittore’: considerato come uno dei più rappresentativi del movimento futurista e definito coralmente dalla critica come un ‘protagonista di rilievo dell’avanguardia artistica del primo novecento italiano’. Autore ed artefice della ‘Panplastica’ e della ‘Policromia Spaziale Astratta’ Bragaglia sperimentò queste rivoluzionarie correnti, che elaborò nel 1910, su centinaia e centinaia di tele … E questa policromia, apprezzata allora come oggi, dai più qualificati critici del settore, è una pittura che si può leggere quasi come un procedimento introspettivo che, tradotto in termini pittorici, crea una visione fantasurrealista in cui il binomio luce-colore, elemento cardine, dà origine ad una impressione dai ritmi grafici violenti e al tempo stesso ricca di qualità coloristiche e tonali … E’ il Bragaglia fantastico! Non bisogna però dimenticare quello figurativo, … , più classico e tradizionale, ma non accademico … Infine non si deve dimenticare il Bragaglia scenografo, autore della ‘teoria orchestrica’, lo studioso della danza … , lo studioso di architettura ed urbanistica, autore di un trattato, ‘L’avvenire delle città’, che ancora oggi è oggetto di studi critici”.Che Alberto Bragaglia sia stato un protagonista del novecento artistico italiano è una realtà più che evidente, come già titolava un libro edito nel 1995, contenente alcuni saggi sul pittore filosofo frusinate, scritti da Selvaggi, Simongini e Verdone.Alberto Bragaglia, senza clamore ed in punta di piedi, come aveva vissuto tutta la sua vita, “tolse il disturbo” il 30 aprile del 1985 nella sua abitazione di Anzio.
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