Comune di Frosinone

Bragaglia Anton Giulio

Traduci in altre lingue
Stemma Comune di Frosinone Rosso
E Democracy
Amministrazione
Vivere la Citta
Sei nel Canale Visitare la Citta
Home Page » Visitare la Città » Frusna - Frusino - Ieri » Personaggi Illustri » Bragaglia Anton Giulio
Bragaglia Anton Giulio
Freccia menu edemocracy
BRAGAGLIA“Bragaglia è un uomo pubblico.

A chiedergli che fa, si arrabbia terribilmente,

perché tutte le sue opere le fa pubblicamente e guai a ignorarle.

Ma se per poco dimostri di conoscere qualcosa, lui è subito convinto che non ne sai nulla.

E, allora, deposto per un attimo il suo gentile sorriso di veleno, ti attacca il bottone”.

Almanacco Letterario, Milano 1927, p.60.

Anton Giulio Bragaglia nacque in Frosinone l’11 febbraio 1890 da Francesco e da Maria Tassi Visconti.Il padre “fu per molti anni direttore generale” della CINES e soprattutto fu un eccezionale uomo di cultura. Maria Tassi Visconti, la madre di Anton Giulio, proveniva anche lei da una importante famiglia romana di valentissimi uomini di cultura, tra i quali si deve necessariamente ricordare, anche per i suoi influssi sui fratelli Bragaglia, Ennio Quirino Visconti, noto archeologo.Questo, come lo stesso Anton Giulio, affermò, spinse il giovane frusinate, trasferitosi a Roma con la famiglia, verso gli studi classici e l’archeologia. Ma il movimento futurista lo attrasse, come il cinema e, soprattutto, il teatro. Così lo stesso Anton Giulio si definì: “impaziente regista teatrale e pazientissimo topo d’archivio, amante dell’archeologia e dell’arte estremista ad un tempo”.A seguito del lavoro del padre alla CINES, come direttore, il giovane Anton Giulio si ritrovò a fare l’aiuto regista.Nel 1918, dopo aver pubblicato un libro di fotografie sulla Fotodinamica, fonda a Roma la Casa d’Arte Bragaglia che, tra il 1921 ed il 1924, pubblicò un interessante bollettino.Scrive Mario Verdone che “il concetto di fotodinamica gli fu ispirato dal Manifesto Tecnico dei Pittori Futuristi. Egli intendeva liberare la fotografia dal realismo naturale e dalla schiavitù della istantanea”. La Fotodinamica per Anton Giulio deve “dare la sensazione del movimento e ricostruire il movimento”. “La Fotodinamica vuol dare il risultato dinamico del gesto”.L’evoluzione naturale della concezione fotodinamica di Anton Giulio lo portò naturalmente verso la cinematografia. E così realizzò quattro film e lui ne curò soggetto e sceneggiatura, assistito anche da altri, oltre alla regia. Dei quattro film, tre furono prodotti dalla Novissima (Thais, Perfido inganno, Il mio cadavere), casa di produzione dello stesso Bragaglia e di Emidio de Medio. Ma non ci fu il successo sperato e la società fu venduta. Il quarto film fu, invece, prodotto dalla CINES (Vele ammainate).Come è scritto nella Storia del cinema italiano, nell’articolo “il cammino della critica verso il neorealismo”, alla metà degli anni venti, “se in effetti, il regime cerca di liquidare al più presto Marinetti, imbalsamandolo come accademico d’Italia, il suo erede più significativo, sul terreno della produzione culturale e di iniziative in campo teatrale e cinematografico, è Anton Giulio Bragaglia. Attraverso le sue riviste, la sua frenetica attività editoriale, la gestione del Teatrino degli Indipendenti, Bragaglia riesce a fare del suo lavoro un centro di irradiazione e di passaggio obbligato di tutte la maggiori esperienze teatrali e figurative dell’avanguardia europea. … Lo scioglimento del nodo Bragagila è fondamentale per capire come, anche sul terreno cinematografico, un modo di intendere l’influenza e l’interferenza tra le arti, la necessità di conoscere e far circolare, a livello di massa, le esperienze artistiche, teatrali e cinematografiche europee, costituisce un presupposto indispensabile degli orientamenti e aperture della critica cinematografica negli anni successivi. Bragaglia è uno dei primi critici che affronta correttamente, senza preclusioni, o anatemi, o apocalittiche profezie di morte del cinema, il problema del film sonoro ed è uno dei critici che imposta, nel modo più produttivo, il discorso sui rapporti tra cinema e teatro”. Quello che bisogna sottolineare è come il nostro Anton Giulio fosse un vero anticipatore e sperimentatore d’avanguardia. Inoltre, con la sua Casa d’Arte Bragaglia, e con le riviste a questa collegate, entrò in contatto con tutti i più importanti intellettuali e uomini di cultura italiani e stranieri. Fu pure un feroce canzonatore della società al punto che gli furono anche lanciate sfide e duelli, che poi, per sua fortuna furono in gran parte conciliati. Alla fine del 1921 la Casa d’Arte Bragaglia, fondata da Anton Giulio e Carlo Ludovico lascia la sede storica di via Condotti e si trasferisce, ampliandosi, in via degli Avignonesi e, così, si trasforma anche in teatro sperimentale, definito dallo stesso Anton Giulio come Teatro degli Indipendenti.

“Il direttore sono io. Il capo elettricista è mio fratello Arturo.

L’amministratore è un terzo fratello, Carlo.

(Non vi faccia meraviglia

la sua faccia vispa e sveglia,

ce n’è tutta una famiglia).”

Almanacco Letterario, Milano 1928, p.107

Secondo Verdone, la concezione bragagliesca del teatro “era basata su presupposti anzitutto visivi, cioè scenografia e scenotecnica, capaci di risuscitare il ‘meraviglioso’, e attorali con particolare riguardo all’attore ‘comico dell’arte’. L’autore letterato non spariva, ma doveva fare conto anche del regista”. Il successo, soprattutto tra gli intellettuali, fu notevole e il Teatro sperimentale mise in scena alcune centinaia di rappresentazioni, sia in Italia e sia in America meridionale.A questo punto Anton Giulio, con l’apporto di suo fratello Alberto, teorizza con lo scritto Del teatro teatrale la sua personale concezione di teatro: “col solo visivo si può fare teatro”, “con la sola parola no”. E per Anton Giulio “per rinnovare il dramma necessita riformare il palcoscenico”. Ed in questo la conoscenza, teoria e pratica, delle regole della cinematografia, anche d’avanguardia, lo aiutano a teorizzare la necessità del teatro di rinnovarsi secondo i nuovi gusti e la nuova sensibilità del pubblico, così come il cinema stava modificando. E in questo percorso un ruolo fondamentale lo doveva assumere il regista, che nel linguaggio bragagliesco si trasformava in còrago.

“La messinscena degli ‘Indipendenti’ è una delle attrattive degli spettacoli.

Con mezzi misteriosi, ma notoriamente empirici e rudimentali,

i miei esecutori praticoni sanno macchinare effetti di prim’ordine.

L’indipendenza dei bragaglisti credo consista tutta nel non dipendere da metodi regolari.”

Almanacco Letterario, Milano 1928, p.107

Anton Giulio, si è detto, fu in contatto con tutti i più importanti letterati italiani ed europei e, soprattutto, da questi ultimi ebbe importanti riconoscimenti di genialità.

“Non credo ai complimenti, seppur resto tetragono alle stroncature. Vado avanti!

Intanto mi adopero a farmi capace di vantare i meriti della nostra ferocissima impresa.”

Almanacco Letterario, Milano 1928, p.109

L’epoca d’oro di Anton Giulio fu il ventennio fascista, e se è vero che egli, a modo suo, aderì o si adeguò la regime, mantenne però allo stesso tempo un atteggiamento di adesione critica, ironica e tutta intellettuale.Con la ripresa della vita sociale e democratica, nel secondo dopoguerra, Anton Giulio si allontanò sempre più dall’impegno attivo nel cinema e nel teatro, dedicandosi all’attività di critico cosiddetto drammatico.Anton Giulio Bragaglia si spense a Roma il 15 luglio 1960.Eppure oltre ai grandi meriti intellettuali della genialità di Anton Giulio, alla sua capacità di sintetizzare ed esprimere il desiderio del nuovo, sia con la teoria e sia con la innovativa azione scenica, a Bragaglia si deve riconoscere un altro merito, ovvero quello di aver introdotto nella Roma dall’intellettualità asfittica degli anni venti e trenta del XX secolo un luogo di incontro, prima con la Casa d’Arte Bragaglia e, successivamente con il Teatro degli Indipendenti. E questo merito lo riconoscevano anche quelli che non apprezzavano l’atteggiamento di intransigenza modernista e futurista dei Bragaglia e dei loro amici.

“Leghe, cricche, circoli, cenacoli, ambienti letterari, ecc., a Roma non ce ne sono.

Se togli il sotterraneo di Bragaglia, il quale si riduce ad un ‘tabarin’

dove soltanto gli infanti novecentisti possono parlare di questioni artistiche … ,

a Roma non c’è nemmeno un buco dove i letterati si radunino.”

Corrado Sofia in Almanacco Letterario, Milano 1929, p.81
- Inizio della pagina -
Posta Elettronica Certificata: pec@pec.comune.frosinone.it
Il portale del Comune di Frosinone è un progetto sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni S.r.l. www.internetsoluzioni.it
Sito conforme W3C Css 2.0 Sito conforme W3C XHTML 1.0
Il progetto Comune di Frosinone è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it