
Carlo Kambo apparteneva ad una delle più illustri ed antiche casate della nobiltà scozzese, gli Erskine. Il loro nome, dal gaelico Arascain ed in latino Areskinus, derivava dal luogo della loro prima signoria, il villaggio di Erskine nelle vicinanze di Glasgow. Si hanno notizie di questa famiglia fin dal secolo XII e, successivamente, divenne così potente che le casate reali scozzesi, come i Bruce e gli Stuart, per aumentare la loro potenza ed il loro prestigio, si imparentarono con gli Erskine. Molti furono anche i titoli ed i possedimenti acquisiti nel corso dei secoli, come la contea di Mar e quella di Kellie, oltre a molte altre signorie, tra le quali quella di Cambo.Tuttavia, con la destituzione (1688) del legittimo re Giacomo II, Colin Erskine, ultimo figlio del baronetto di Cambo, seguì il suo re a Roma e qui sposò Agata dei nobili Gigli di Anagni ed ebbe alcuni figli, tra i quali Clementina, che andò in moglie al cavaliere Pio dei marchesi Ferrari di Ceprano, ma soprattutto Charles Erskine (1739-1811), che fu prima un brillante ed affermato avvocato e, successivamente, dopo aver preso i voti religiosi, divenne un importantissimo prelato e cardinale, al quale furono affidati incarichi e missioni riservate ed assai delicate. Proprio alle cure del cardinale Erskine fu affidata l’educazione di Alessandro Kambo (1779-1853), padre del nostro Carlo. Il cognome, alla nascita di Alessandro in Roma, fu storpiato e semplificato in Kambo. Ma Alessandro, come si evince da molti documenti d’archivio, continuò sempre a firmarsi anche Erskine, come alcune volte lo fece anche suo figlio Carlo. Alessandro, dopo aver vissuto l’esperienza repubblicana a Roma (1798-99), dove ebbero ruoli preminenti due eminenti cittadini frusinati, Luigi Angeloni (1758-1842) e Giacomo De Matthaeis (1739-1815), passò in Francia e fu ufficiale dell’esercito, ma con la dittatura napoleonica, rientrò a Roma dove studiò con grande profitto sia legge, sia medicina. Così dopo il 1810 ottenne la condotta medica di Frosinone. Nel 1814 si coniugò con Cecilia, figlia del farmacista Giacinto Tesori e di Caterina Ricciotti, zia del patriota Nicola Ricciotti. Ed è in Frosinone che il 5 luglio del 1815 nasce Carlo Kambo. Fu mandato a studiare nel collegio dei gesuiti di Ferentino, ma durante gli eventi rivoluzionari del 1831-32, il giovane Carlo aderì al comitato rivoluzionario, e così il padre decise di trasferirlo a Roma per completare gli studi in legge e farne un bravo avvocato, ma anche per allontanarlo da tentazioni patriottiche, sempre presenti nelle imparentate famiglie Ricciotti e Marcocci. Ma proprio la vicenda umana e politica di Nicola Ricciotti influenzò molto il giovane Kambo, così come le simpatie giovanili repubblicane del padre. Quindi, terminati con successo gli studi a Roma, rientrò a Frosinone ed esercitò l’avvocatura nello studio del padre.Il momento principale dell’impegno politico di Carlo Kambo si ebbe nel 1848, quando fu segretario del Circolo popolare di Frosinone, uno dei più attivi di tutto lo stato, e nel 1849 quando fu eletto deputato alla Costituente romana, insieme al suo parente Luigi Marcocci, notaio in Frosinone. All’inizio manifestò la sua contrarietà alla dichiarazione di decadenza del papa dai suoi stati, poiché temeva, giustamente, che da ciò ne sarebbe derivata una guerra con le potenze europee e che si sarebbe certamente persa, eppure fu un attento costituente, puntuale nei suoi interventi. In ogni caso il 3 luglio 1849, con i soldati francesi che già avevano occupato Roma, il Kambo, il Marcocci e tutti gli altri frusinati e ciociari votarono a favore della Costituzione repubblicana. Rientrò a Frosinone dove attese la sentenza che lo esiliava, quindi, dopo quattro mesi partì e si recò a Parigi. Qui si trattenne qualche tempo insieme a Luigi e don Nicola Marcocci, con Domenico Ricciotti, che era stato capo della polizia repubblicana. Quando don Nicola Marcocci proseguì il suo esilio a New York, lui si trasferì a Marsiglia, dove per vivere diede lezioni di italiano. La dura e grama vita dell’esule lo prostrò non poco. Finalmente nel 1852, gli fu concesso di rientrare a casa, solo per quattro mesi. Tuttavia il periodo, volta a volta, gli fu prorogato, finchè nel 1858 gli fu restituita la piena cittadinanza. In questo tempo aveva prima perso il padre, successivamente anche il fratello Antonio. Non potendo più avvalersi dello studio paterno, Carlo Kambo, per esercitare la professione legale, dovette associarsi ad un altro avvocato. Nel 1860 appoggiò, per quanto potè e segretamente, le iniziative di Luigi Marcocci a favore di Garibaldi.Mentre, dopo la presa di Roma, Carlo Kambo entrò a far parte del consiglio comunale di Frosinone, ma l’attività, che pochi conoscono e che lo appassionò fino alla morte, fu quella di ispettore degli scavi di antichità in Frosinone a partire dal 1877. Egli, in questo incarico, rinvenì ben due tratti dell’antica cinta muraria della Frosinone forse romana, o forse volsca, che difendeva l’acropoli della città, al pari di altre città della provincia. Infatti, egli descrisse i blocchi parallelepipedi di travertino da lui individuati così: a mio giudizio quei massi avevano dovuto formare nei remoti tempi il terzo muro di cinta dell’acropoli di Frosinone, che fino a questi giorni detiene il nome di Rocca. … dei quali taluni misurano met. 1,60 di lunghezza, met. 0,40 di altezza, e met. 0,30 di grossezza. Questi massi che si vedono sovrapposti gli uni agli altri senza calce o cemento, hanno continuazione per altri met. 80 verso il sud, e si sono fatti servire di fondamento e di appoggio a diverse abitazioni. Continuerò le ricerche, fortunato se potrà venirsi al discoprimento di cose d’importanza per la storia della mia patriaSi spense il 6 febbraio 1881 e venne sepolto nella cappella gentilizia della famiglia Kambo in San Benedetto a Frosinone.Carlo Kambo fu un patriota repubblicano ed un cattolico osservante e questi valori li trasferì alla sua numerosa famiglia.