
Pietro Tiravanti nacque a Frosinone il 28 febbraio del 1887. Suo padre era Arcangelo Tiravanti e sua madre si chiamava Angela Zaccardi.Il padre era figlio di Antonio Tiravanti e nipote di quel Luigi Tiravanti fratellastro di Nicola Ricciotti. Infatti, Angela Ferretti, prima di sposare Luigi Ricciotti ed avere da questi quattro figli (Domenico, Francesca, Giacomo e Nicola), era rimasta vedova di Michele Casiello, che in Frosinone si faceva chiamare Antonio Tiravanti, forse a causa di alcuni problemi di natura politca che erano rimasti in sospeso con la magistratura partenopea.Il Casiello Tiravanti era di buona famiglia, il padre ed il nonno erano notai ed erano imparentati anche con i marchesi di Villa Flores, feudatari in Tora (Caserta). Michele, nato il 4 giugno 1832 si trasferì per studiare a Napoli, dove lo raggiunsero il fratello e la sorella. Ma non si conosce il motivo per il quale Michele si dovette allontanare. Non tornò più, nemmeno per rivendicare la sua parte di eredità alla morte della madre. In Toscana conobbe Angela Ferretti, nata a Pieve S. Stefano nel 1757, si sposò ed ebbe tre figli (Luigi, Vincenza e Felice). I due sposi si trasferirono in Frosinone dove rilevarono una sartoria. Ed è qui, nel capoluogo ciociaro, che Michele Casiello assume lo pseudonimo di Antonio Tiravanti, così come è riportato nella registrazione del suo funerale a San Benedetto il giorno 18 marzo 1789.Il figlio Luigi, grazie all’intervento del patrigno, Luigi Ricciotti, entrò come guardia della Delegazione Apostolica di Frosinone. Ebbe la sua parte di eredità, come tutti gli altri figli e si sposò. Da questo momento inizia la discendenza che porta al nostro Pietro Tiravanti ed a suo fratello Antonio. Quindi vi è una parentela diretta, per tramite di Angela Ferretti, tra Nicola Ricciotti e il Tiravanti. La famiglia di Pietro risiedeva nel territorio di competenza della parrocchia della SS. Annunziata e provvide a dare una educazione ai figli, così come emerge dalla lettura del foglio matricolare di Pietro, che, all’epoca del suo presentarsi volontario alla leva militare il 31 gennaio del 1905, risulta essere studente, probabilmente delle scuole superiori. Egli era di media statura, con i capelli castani, ma con gli occhi celesti ed aveva una cicatrice sul mento. Non è un soldato semplice, ma un allievo ufficiale di complemento, aggregato al 9° reggimento di Fanteria, dove assume il grado di caporale (1905), di sergente (1906), infine è nominato sottotenente (1907). A questo punto è. prima assegnato al deposito del 9° reggimento di fanteria, di stanza proprio a Frosinone, successivamente passa al 48° reggimento, sempre di fanteria dell’esercito italiano, per ultimare la ferma di leva.A questo punto si perdono le tracce di Pietro. Tuttavia lo ritroviamo allo scoppiare della grande guerra in Libia come tenente del 84° reggimento di fanteria, brigata Venezia, a dare prova della effettiva parentela con Nicola Ricciotti, mostrando coraggio inusitato e grande sprezzo del pericolo a favore dei suoi sottoposti. La sua parabola terrena si compì l’11 luglio 1915 a Zintan, quando morì a causa delle ferite riportate in combattimento. E’ bene, per dare il giusto senso alle due medaglie al Valor Militare, una d’oro ed una di bronzo riportare fedelmente la motivazione che diedero i superiori per giustificare la concessione di quelle decorazioni.“Durante l’assedio di Zintan, ferito gravemente alla spala sinistra, continuò a combattere valorosamente. Colpito in modo mortale una seconda volta, incurante di sé, continuò ad infondere nei dipendenti fermezza e coraggio. Caduto prigioniero, soccombeva due giorni dopo in conseguenza delle ferite riportate: fulgido esempio di animo indomito e delle più elette virtù militari”.Pietro Tiravanti è effettivamente degno di essere ricordato come un parente del grande patriota frusinate risorgimentale Nicola Ricciotti.