
Così scriveva, anni or sono, Alberto Basso in premessa al libro “Sui sentieri della musica”: ”Il tema del “musico-viandante” ricorre nella storia della musica con esaltante frequenza e continuità. Spirito di missione e di avventura, curiosità artistica o animosità professionale hanno sempre stimolato i musicisti, erranti e vaganti per vocazione o per necessità, a calcare percorsi obbligati o itinerari casuali, a compiere il pellegrinaggio della fede o a intraprendere il cammino della speranza”. Il senso di queste parole ci è tornato alla mente nel tratteggiare la figura dell’organista Angelo Turriziani perché, al pari di tanti altri musicisti, anche il nostro illustre cittadino ha improntato la sua vita ad un continuo viaggiare: principalmente per esigenze artistiche, poi per motivi di studio e, infine, per un’intima ed inespressa necessità di eleggere un determinato paese a temporaneo luogo di sosta del proprio vivere quotidiano.Angelo Turriziani nacque a Frosinone nel 1912. Frequentò a Roma i corsi del Conservatorio di “Santa Cecilia” dove completò gli studi di pianoforte, sotto la guida del M° Mario Barroccini, e frequentò la successiva scuola di perfezionamento con il grande M° Alfredo Casella. Contemporaneamente frequentò i corsi di contrappunto e fuga, con il M° Cesare Dobici, e conseguì il diploma in organo e composizione organistica con l’altrettanto famoso M° Fernando Germani.Le sue doti artistiche non tardarono a manifestarsi in quanto, già nel 1937, ottenne il primo premio al Concorso pianistico di Terni “Ludi della Cultura e dell’Arte” e senz’altro avrebbero potuto dischiudersi per lui favorevoli prospettive nel campo concertistico italiano se, a quell’epoca, il nostro paese non avesse attraversato momenti difficili che non facevano presagire a tanti giovani tempi di sereno avvenire. Così, nel 1939, gli eventi lo portarono ad emigrare nell’America del Sud una terra nella quale, due secoli prima, un altro musicista, organista come lui, Domenico Zipoli (autore tra l’altro delle “Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo” Roma 1716), aveva chiuso i suoi giorni fra i confratelli della “Compagnia di Gesù” a Cordoba, città attualmente in Argentina, ma che nel sec. XVIII era in territorio paraguaiano.In Sud-America, Angelo Turriziani si stabilì a Montevideo, capitale dell’Uruguay dove iniziò una prestigiosa carriera di insegnante e di concertista ad un tempo: Professore di cultura musicale nell’Istituto di Studi Superiori, docente della cattedra di organo nel Conservatorio Nazionale - del quale successivamente divenne il Direttore - e organista dell’Orchestra sinfonica del S.O.D.R.E. Il suo prestigio di organista fu tale che, in occasione della visita di stato in Uruguay del nostro Presidente Giovanni Gronchi, gli valse l’alto onore di eseguire all’organo gli inni nazionali, uruguaiano ed italiano, nell’aula del Parlamento (l’Assemblea Generale).A Montevideo conobbe Marta, anch’ella organista, che divenne sua moglie e che, con grande dedizione e generosità, sacrificando proprie aspettative artistiche, volle sempre accompagnarlo nelle numerose tournées, conscia com’era dell’immenso talento di Angelo Turriziani.Intensa fu la sua attività concertistica, svolta massimamente nell’America del Sud ed in Europa, riscuotendo ovunque unanime consenso di pubblico e di critica. Risale al 1950 la serie degli otto concerti dedicati all’opera di Johann Sebastian Bach, eseguiti a Montevideo e Buenos Aires, mentre è del 1953 il ciclo di concerti dedicati all’evoluzione delle forme musicali nell’arte organistica. Seguirono, nel 1954, i venti concerti per radio sul tema “L’organo e l’evoluzione della musica nei suoi rapporti strumentali”, un’impegnativa escursione musicale che, partendo dal Magister Perotinus giungeva a Schonberg. Leggiamo da una cronaca del suo primo concerto in Roma il 22 giugno 1957: “Il concerto del M° Angelo Turriziani, tenuto nella Chiesa di S. Ignazio il 22 giugno corr. ha avuto il sapore di un avvenimento. Numeroso pubblico, all’incirca tremila persone, ha invaso gli angoli più remoti della bellissima chiesa. Tanta affluenza si deve oltre alla notorietà acquistata dal valente organista in precedenti concerti in Italia e all’estero, a un programma d’eccezione che egli ha voluto scegliere in occasione del suo primo concerto d’organo nella Capitale dopo molti anni trascorsi in America del Sud, dove svolge un’attività musicale importantissima.”Se provassimo infatti ad analizzare il modo di strutturare i programmi dei suoi concerti ci accorgeremmo che il Maestro Angelo Turriziani, in possesso di una raffinata tecnica esecutiva, amava eseguire in uno stesso concerto pagine organistiche appartenenti ad epoche e scuole musicali distanti secoli tra loro. Come pure la sua perfetta padronanza della complessa macchina fonica dell’organo, gli permetteva di ricostruire, mediante l’uso di una sapiente amalgama dei registri organistici disponibili al momento, caratteristiche timbriche proprie degli strumenti delle diverse scuole nazionali, in maniera da rendere il più possibile stilisticamente apprezzabili le sue esecuzioni tanto di una “toccata per l’elevazione” di G. Frescobaldi, quanto di una “toccata” di D. Buxtehude, oppure di un “preludio e fuga” di F. Liszt. Molte furono le sue esibizioni in Italia delle quali si conserva memoria in resoconti giornalistici (Il Mattino di Napoli, Il Tempo e il Messaggero di Roma): ricorderemo i concerti nelle città di Milano, Torino, Napoli, Lecce (inaugurazione dell’organo della Basilica della S. Croce), Pescara, Teramo, Ascoli Piceno, e quelli in alcuni centri della sua cara terra ciociara, Frosinone (Salone Amministrazione Provinciale; inaugurazione dell’organo della Chiesa di Santa Elisabetta), Alvito (inaugurazione dell’organo della chiesa di S. Simeone), Sora (chiesa di S. Restituta), Abbazia cistercense di Casamari (Fr). In Roma, oltre al già menzionato concerto nella basilica di S. Ignazio, la domenica del 14 gennaio 1979, su invito dell’Associazione Musicale Romana, eseguì uno dei “Concerti di Mezzogiorno” sull’organo “positivo” dell’organaro napoletano Domenico Petillo (sec. XIX) nell’Oratorio del SS. Sacramento a Piazza Poli, del quale conserviamo un personale ed indelebile ricordo. Agli inizi degli anni settanta, ancora una volta gli eventi spinsero Angelo Turriziani a lasciare il sud America per trasferirsi in Francia, a La Valette-du-Var dove, con la solidale collaborazione di sua moglie Marta, dette vita alla “Semaine Internazionale de l’Orgue de Toulon” una rassegna organistica che, di anno in anno, acquistò un successo sempre di più vasta risonanza.Anche nella regione francese che lo ospitava, si esibì con generosità realizzando spesso concerti che ne fecero apprezzare le sue doti interpretative, in special modo della musica organistica del barocco italiano del sei-settecento, delle quali ci è rimasta traccia in diverse incisioni discografiche.Nel 1993, nonostante l’avanzare degli anni, volle intraprendere una grande tournée in Russia ma, proprio alla vigilia del concerto al Conservatorio di Mosca, l’insorgere improvviso di un’occlusione intestinale lo costrinse ad un estremo quanto vano intervento chirurgico. Rimpatriato sotto anestesia, morì nel viaggio di ritorno in Francia.La notizia della sua morte ebbe una grande eco sulla stampa francese che mise in risalto non soltanto l’artista, ma anche la statura morale dell’uomo, il suo profondo amore per la libertà, nell’accezione più ampia, ricordandone le sue lucide analisi che soleva fare sull’ingiustizia sociale che aveva conosciuto nei paesi dell’America Latina sottoposti, a quei tempi, alle dittature militari. In chiusura di queste brevi note, riteniamo significativo riportare le parole che accompagnarono la notizia della morte del Maestro Turriziani sulle pagine del giornale “La Marseillaise” di martedì 8 giugno 1993: “Angelo Turriziani était un grand monsieur de la mousique…il avait contribué au renoveau de l’orgue en France. Il restera pour nous l’incomparable maitre de la mousique italienne Frescobaldi, Zipoli, Scarlatti dont il savait rendre la lumière et la joie. Nous perdons un ami et un guide, la communauté musicale est orpheline” (Angelo Turriziani è stato un grande personaggio della musica…aveva contribuito al rinnovamento dell’arte dell’interpretazione organistica in Francia. Resterà per noi l’ineguagliabile maestro della musica italiana di Frescobaldi, Zipoli e Scarlatti delle cui composizioni sapeva rendere lucentezza e brio. Perdiamo un amico ed una guida, la comunità musicale resta orfana).