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ALFIO VITAAi più il nome “Alfio Vita” non dice alcunché. Forse soltanto qualche appassionato di cinema sorriderebbe ricordandosi di questo bravo ed eclettico rappresentante del neorealismo cinematografico italiano. Eppure stiamo parlando di un attore, ormai scomparso da circa vent’anni, presente nella Banca Dati del Cinema Mondiale, nell’Archivio Cinematografico Italica prodotto da Rai International, in numerosi portali inglesi, tedeschi, spagnoli, polacchi e francesi. Un attore, conosciuto ed apprezzato in Italia ed all’estero, che ha recitato, accanto ad artisti del calibro di Sofia Loren, Anita Ekberg, Peppino De Filippo nell’episodio “La Riffa” tratto da “Boccaccio ‘70” (1962) con la regia di Federico Fellini e Vittorio De Sica, nei film “Il Giudizio Universale” (1961), “Il Boom” (1963) e “Matrimonio all’Italiana” (1964) tutti diretti dallo straordinario maestro ciociaro Vittorio De Sica, nel film “La Pupa” (1963) con la regia di Giuseppe Orlandini, nella commedia “Scusi Lei è favorevole o contrario?” (1966) diretto da Alberto Sordi. Alfio Vita è nato ad Alatri il 13 maggio 1931. Da giovane, negli anni della Grande Guerra, ha girovagato a lungo in Italia, Svizzera e Francia, seguendo le tappe della carriera militare del padre, tenente dell’esercito. Adolescente, ha conosciuto, proprio ad Alatri, il regista Zavattini. Frequentandolo, ha iniziato la propria attività di attore. È stato molto amico dell’attrice Michelle Merçier (famosa all’epoca per la serie di films Angelica). Tra le sue passioni di adolescente si ricordano gli studi di letteratura italiana ed il calcio. Alfio Vita era infatti un appassionato tifoso dell’Inter ed amava discutere ed analizzare le partite con il nipote Giuliano. Socialdemocratico - anzi, Saragattiano - si dilettava a scrivere poesie e ad improvvisare, per il divertimento degli amici, improbabili telecronache calcistiche. Da adulto, negli anni ’50, dopo la guerra, si è trasferito a Frosinone, a Viale Mazzini. Amava vestirsi sempre in modo classico: abbinare scarpe, cravatta e camicia era per lui di fondamentale importanza. Ha avuto una storia d’amore con Silvana che è durata circa dieci anni. Alfio aveva due sorelle e un fratello: Giuseppina, Selene ed Elio. Negli anni ’70, ha iniziato ad avere problemi di salute (anoressia). Si è visto costretto a ridurre gradualmente le sue partecipazioni alla lavorazione di film. È stato ripetutamente cercato da produttori e registi ma non ha potuto più lavorare a causa della malattia. E’ morto il 4 ottobre 1982.

Il Signor Giuliano Pica, nipote di Alfio Vita, così lo ricorda.

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