Enrico Zuccaro
Enrico Zuccaro, nato nel 1959 a Supino (Fr), dove tuttora risiede, si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza" di Roma, conseguendo successivamente l'abilitazione all'esercizio della professione forense. È laureando in Scienze dell'Amministrazione presso l'Università degli Studi del Molise. Svolge attualmente la sua attività nel settore bancario, con particolare riguardo alle problematiche del merito creditizio. Buon conoscitore delle lingue inglese e francese, è da sempre appassionato cultore sia delle discipline giùridiche (è stato Giudice conciliatore presso il Comune di Supino e, prima ancora, assistente volontario presso l'Istituto di Diritto penale della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università "La Sapienza" di Roma) che degli studi storici (nei licei del Frusinate, in particolare, ha tenuto diversi corsi monografici di Storia contemporanea). Già autore di lavori scientifici in materie giuri-diche, è pubblicista e collabora al quotidiano "II Tempo" e al settimanale "Corriere del Sud Lazio". Per la sua attività giornalistica, nel 2002 ha ricevuto il premio INARS (Istituto Nazionale Regioni Storiche Italiane).
Dopo «Argento sulle dune», pubblicato quattro anni fa, Enrico Zuccaro ha dato alle stampe, sempre cori Bianchini editore, «I miei passi, la mia vita - Un ragazzo del '22 si racconta», che sarà presentato nell'auditorium Don Fausto Schietroma nel Santuario dei SS. Pietro e Cataldo di Supino dall'autore e dallo zio Oscar, protagonista di quest'altro lavoro del collega ed amico Enrico Zuccaro, nostro prezioso collaboratore.
Questo volume di oltre 150 pagine continua un ciclo attraverso il quale, con stile asciutto (diremmo montanelliano), Zuccaro ha inteso fare uri lavoro di scavo storico e di vita, unendo alle vicende personali e familiari di Oscar quelle di un tempo, sia locali (di Supino, provinciali, nazionali ed internazionali che politiche del periodo fasci sta che tanta parte ha nel!; pubblicistica di testimonianza storica.
Nella prefazione i prof. Roberto Tornei mette in evidenza «le testimonianze raccolte presso coloro che hanno vissuto in prima persona gli avvenimenti, e che assumono ad oggetto della ricerca».
L’ARCOBALENO LUNARE di Giuseppe Bonaviri
Raccolta d poesia, settembre 2009- Thule Editore
Mio padre Giuseppe nacque a Mineo, in Sicilia, molti anni or sono. Lì lasciò i suoi ricordi più profondi e i sogni di una trepidante giovinezza. In quella isola, che isola non è ma mondo intero, ritornava costantemente con la sua fantasia ed il suo sguardo e gli occhi, sorridenti e tristi, si illuminavano di immensità. Negli anni ‘50 seguì mia madre Raffaella, napoletana, direttrice didattica- il grande amore della sua vita- in Ciociaria dove, trapiantato, lavorò come primo cardiologo della provincia frusinate imparando ad apprezzare questa terra e la genuinità della sua gente. Vi rimase per sempre.
Qui ha voluto essere sepolto. Non tutti conobbero l’uomo straordinario che fu ma certamente in molti apprezzarono l’elevatezza del suo spirito e la raffinatezza dei suoi modi. Riservato ed schivo- si riteneva “un orso”- gentile ed affabile, tollerante ed trasgressivo, autoironico e solitario non mancò di essere attento scrutatore dei misteri del cosmo. Di lui mi permea malinconia struggente.
Tanti sono i suoi romanzi ed i volumi di poesie pubblicati e tradotti in tutto mondo. La sua ultima fatica è stata “ L’arcobaleno Lunare”. Un volume di poesie pubblicato a cura di Tommaso Romano, Editore Thule Cultura, finito di stampare a settembre di questo anno. Consegnato all’editore a novembre 2008 quando già buio era nei suoi occhi e, inesauribile voragine, la sua mente correva al passato, ai suoi più intimi affetti. Pubblicato alcuni mesi dopo la sua scomparsa. Forse più una conversazione privata, una testimonianza d’affetto, un commiato. Caducità e vulnerabilità di una realtà ormai immobile e senza tempo che congela e da irrevocabilità a ciò che è stato.
Le parole vibrano in questa raccolta, si susseguono i moti dell’animo, i nomi di quanti gli furono cari. Immagini di un tempo remoto danno consistenza ad una realtà divenuta ormai troppo fragile, quasi impalpabile. Deità misteriose si intrecciano a giochi di costellazioni, spazi celesti al mutar degli eventi. Si intravede in penombra la vana storia dell’uomo e ne ridono gli arcangeli. Il microcosmo bonaviriano in queste poesie si fa macrocosmo e, infinite, le sfumature danno origine ad un arcobaleno lunare che è il tramite con il mondo dell’incorporeità. Penso a mio padre ora energia fluttuante, libero da membra ingombranti. Penso a mio padre e lo rivedo in me, nei miei quattro figli. Lo ritrovo al centro delle infinite galassie che, pensanti, gli fanno corona .
→ continua...
Giuseppina Bonaviri
LE PORTE DEL PARADISO a cura di Antonio Iacobini
Arte e tecnologia bizantina tra Italia e Mediterraneo
Venerdì 4 dicembre 2009, alle ore 17.00, presso il Palazzo della Provincia in Piazza Antonio Gramsci 13, a Frosinone, verrà presentato il volume “Le porte del Paradiso. Arte e tecnologia bizantina tra Italia e Mediterraneo” a cura di Antonio Iacobini, professore ordinario di Storia dell'arte bizantina alla Sapienza Università di Roma e segretario dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini.
L’iniziativa è realizzata dall’associazione Microcosmi Eventi e Comunicazione con il contributo della Regione Lazio - Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport ed è promossa da: Sapienza Università di Roma, Istituto Svizzero di Roma, Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Millenario della Fondazione dell’Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata, Provincia di Frosinone.
In occasione della presentazione interverranno: Antonello Iannarilli, presidente della Provincia di Frosinone; Antonio Abate, assessore Cultura, Promozione attività culturali, Politiche beni artistici e monumentali della Provincia di Frosinone; Giulia Orofino, ordinario di Storia dell’Arte Medievale all’Università degli Studi di Cassino; Santo Lucà, ordinario di Paleografia Greca all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Millenario della Fondazione dell’Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata; Gianfranco Proietti, presidente dell’associazione Microcosmi Eventi e Comunicazione; e il curatore del volume, Antonio Iacobini.
“Le porte del Paradiso” affronta lo studio organico delle otto porte di bronzo istoriate, fabbricate a Costantinopoli, giunte nella nostra penisola tra il 1065 e il 1120 circa, su richiesta di committenti italiani, per decorare prestigiosi edifici ecclesiastici.
Le porte di bronzo bizantine conservate in territorio italiano costituiscono una straordinaria testimonianza del patrimonio artistico del Medioevo e un documento unico della produzione metallurgica della capitale bizantina, di cui nelle regioni dell’impero d’Oriente non è sopravvissuto alcun esemplare.
Esse non corrispondono solo a un fenomeno di gusto legato al successo sempre più ampio delle arti di lusso di Bisanzio nell’Italia romanica, ma sono anche opere di primaria importanza per ricostruire le rotte commerciali e artistiche mediterranee nelle quali svolsero un ruolo decisivo le repubbliche marinare.
Oggi questi preziosi manufatti si trovano nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma; nel santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia; nella Cattedrale di Amalfi; nella chiesa del San Salvatore ad Atrani, in provincia di Salerno; nella Basilica di San Marco a Venezia (in cui se ne conservano due: la porta centrale e la porta di San Clemente); e nella chiesa abbaziale di Montecassino, in provincia di Frosinone.
Proprio l’Amministrazione Provinciale di Frosinone, impegnata nel valorizzare a pieno il proprio territorio, ha reso possibile la realizzazione del volume.
Infatti la porta bronzea della chiesa abbaziale di Montecassino, ordinata nel 1066 dall’abate Desiderio a Costantinopoli, è tuttora oggetto di studio e discussione da parte della comunità scientifica internazionale per via dei continui rifacimenti e delle modifiche apportate fin dal Medioevo.
Il libro raccoglie gli atti del Convegno internazionale organizzato presso l’Istituto Svizzero di Roma il 6-7 dicembre 2006 e promosso da: Sapienza Università di Roma - Dipartimento di Storia dell’Arte, Istituto Svizzero di Roma, Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Millenario della Fondazione dell’Abbazia di S. Nilo a Grottaferrata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, Università di Friburgo (CH) - Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte, Associazione Italiana di Studi Bizantini, Regione Lazio – Assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli.
Presentando i risultati delle ricerche degli ultimi anni sulle porte bizantine e sul loro contesto d’origine, il volume intende fornire un quadro aggiornato sul tema dal punto di vista sia storiografico e storico-critico sia tecnico-scientifico.
I saggi analizzano le porte di bronzo bizantine tenendo conto dei loro antecedenti nel mondo tardo-antico, del loro significato storico e religioso, del rapporto con i monumenti che le contengono, della tecnica esecutiva e degli interventi di restauro di cui sono state oggetto nel corso dei secoli. L’arco cronologico e geografico spazia dalla Costantinopoli dell’età di Giustiniano, all’Italia normanna, alla Grecia medio e tardo bizantina, sino a toccare la Russia ortodossa del principato di Suzdal.
DA CUORE A CUORE di Rosalba di Vona
Sono nata a Sora nella ridente Ciociaria, nel maggio del 1951.A Sora mi sono sposata e ho dato alla luce i miei due meravigliosi figli.
Mi sono diplomata maestra elementare e in seguito ho fatto studi di gemmologia, materia inerente alla mia attività che allora era, la vendita di preziosi.
Non ho trascurato nel frattempo una mia grande passione, insegnante di ballo,diplomandomi maestra e ottenendo con la mia scuola e le numerose coppie di ballerini, risultati eccellenti a livello nazionale ed internazionale.
Ho messo a frutto tale esperienza dedicandomi all’insegnamento dello stesso ai diversamente abili. Tante sono state le mie aspirazioni, non tutte le ho coltivate come avrei voluto, ma quella di scrivere e poetare è sempre stata forte ed è cresciuta nel tempo fino a darmi soddisfazioni inizialmente inimmaginabili, e poi sempre più concrete di cui sono orgogliosa.
Mi ha permesso inoltre, di realizzare una parte di quei sogni che inseguivo da bambina.
Posso indubbiamente concludere, che anche se la vita spesso mi ha fatto conoscere momenti bui, mi ha regalato la gioia di vedere i miei desideri in gran parte realizzati.
LA MIA POESIA
Cerco nella mia poesia la pace che in certi momenti mi sembra giochi a nascondino, la voglio perché so che è mia, mi appartiene al di là dell’apparenza, e solo quando l’ho trovata il mio cuore esulta e placa i suoi impeti, stanco ma soddisfatto di ciò che finalmente ha ritrovato.
Essa mi appare nelle sue più svariate forme, dalla bellezza della natura,a quella delle cose e dell’animo delle persone, specialmente le più deboli.
Amo i bambini e gli anziani, adoro i loro sguardi imploranti o giulivi, accompagnati dal moccolo al nasino o alla lacrima frenata dalla dignità dell’essere adulto.
Adoro sapere che un sorriso può ridare un momento di gioia di vivere, o che un gesto possa strappare il morso della fame a chi è meno fortunato.
Considero la mia poesia un connubio tra sentimenti ed emozioni, lascio che sia il cuore l’unico vero traino verso le corde dell’anima. E quando esse spargeranno le note nell’aria, allora sarò sicura che è stato un bene aver rubato momenti alle mie realtà per seguire i sogni di sempre.
Mi tuffo nello spettacolo della natura, nelle sue meraviglie, nei colori che essa ci offre dopo un temporale o attraverso il raggio che filtra tra i rami degli alberi di un bosco.
Infine scavo con la mia poesia nei miei ricordi, aprendo gli scrigni che li custodiscono e tuffandomi in essi.
VITTORIO MIELE
A Vittorio,
...C'è forse, nelle ultime stazioni della vita, una sorta di scontrosa aspirazione o, più semplicemente, un'inquietudine quasi naturale; quella di ricapitolare il trascorso con lo spessore e la seduzione del presente maturato.
Ciò traspare, in maniera perfino puntigliosa, nelle opere ultime, nelle maternità dimesse, nei resti effimeri di case svuotate, negli alberi d'inverno, nei fiori riversi senza vita.
E' un andar via silenzioso quello di Miele, senza troppi clamori, in punta di piedi.
A noi resta un patrimonio di straordinario vigore fatto di racconti minimi, di tensioni, di nuvole, di umane indecisioni.
Di affetto.
Come quello che ancora oggi mi permette di ricordarlo nelle parole di Alfredo il poeta, nell'emozione di Kolja l'esule, nel rapimento di tutti coloro che lo hanno incontrato.
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Rocco Zani
STALKING
“Una nuova fattispecie di reato per un problema antico come il mondo.
Cosa s’avverte sentendo storie di corteggiatori fastidiosi e insistenti oltre ogni ragionevole rifiuto? Di amori finiti senza rassegnazione?
Uno stupore come di ricordi d’altri tempi, ma anche di vicende senza tempo di cui il mito e la letteratura sono pieni: Don Rodrigo che rapisce la Lucia manzoniana e la tiene prigioniera a scopo di lussuria è storia nota a tutti quelli che l’hanno letta a scuola.
Oggi Don Rodrigo sarebbe uno stalker, un persecutore, uno che fa le poste a una donna per carpirne il consenso, che si muove con i mezzi dell’epoca, mandando i suoi caporali a fare intimidazioni nell’ambiente di vita della vittima e infine la rapisce.
Il reato di stalking, che il decreto legge 11/09 ha introdotto nel nostro ordinamento, stigmatizza quelle molestie assillanti ai danni di una persona oggetto di un investimento ideo-affettivo basato sull’esistenza reale o immaginaria di una relazione sentimentale.”
“Normalmente le relazioni amorose nascono da un’attrazione fisica, intellettuale, o da affinità elettive.Possono sbocciare da una infatuazione improvvisa o da una precedente amicizia.Talvolta si trasformano in innamoramento e successivamente in amore, rispetto reciproco, supporto, sostegno, fino ad arrivare ad un progetto di vita in comune.
Talvolta le relazioni finiscono, alcune durano tutta una vita, altre hanno le caratteristiche di un incendio che brucia l'anima. Talune sono devastanti e disfunzionali o sembrano essere un'ossessione. Un'ossessione infinita da cui non ci si riesce a liberare. La persona lasciata può diventare persecutoria non accettando la fine della relazione, fino ad adottare comportamenti molesti, mettendo in atto minacce ricatti, appostamenti: lo stalking. Uno dei due sente il bisogno di proseguire in altra direzione ma l'altro non riesce a lasciarlo andare. Si sente dilaniato dalla separazione, dal rifiuto. Si innescano allora copioni distruttivi in la coppia entra in un circuito nevrotico da cui sembra non riuscire ad uscire. La persona che vorrebbe andare via si sente sopraffatta da richieste, suppliche, alternate a minacce e insulti; oscilla tra i sensi di colpa e la rabbia per non riuscire a liberarsi. Vorrebbe riacquistare la libertà e riappropriarsi di spazi individuali. Ma l'altro non accetta di essere lasciato. Cerca così di vincere una guerra che non ha nulla a che vedere con l'amore ma con “hybris”, l'arroganza di chi vuole vincere a tutti i costi, di chi non può permettersi di riceve un rifiuto. Ego ferito, orgoglio, non sapere tollerare la frustrazione trasformano il partner abbandonato in una vittima lagnosa e violenta. E il risultato ottenuto sarà l'esatto contrario: invece di amore otterrà ancora maggior rifiuto.” (da “Stalking”, di Salvatore Merra e Gioia Marzi. Sovera Editore).

Due ragazzi che si amano, una malattia, un paese, una speranza. Un’estate con il mostro. Vivere, piangere e ridere con la Sclerosi Multipla è una storia semplice, tratta da una vita vissuta tutti i giorni, è il racconto di chi a una malattia terribile come la sclerosi Multipla ci vive accanto, assistendo una persona che ama profondamente.
E’ una storia d’amore condita dalla sofferenza nello scoprire il “mostro” e nel doverci convivere, portando avanti la vita quotidiana tra lavoro, amicizie, piccole avventure, spensieratezza.
Il tutto narrato con una leggera ironia e con il sorriso e la serenità di chi ha speranza.
E’ la speranza che ha portato i protagonisti di questa storia a superare quella prima fase di depressione dopo l’incontro con la malattia, per aprirsi poi, nuovamente, alla vita.
Fabrizio Sparta, al suo esordio, ci tuffa in una storia che potrebbe essere difficile, ma che invece spalanca le porte al futuro.
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Per tutte quelle persone che sono affette o, chi come me, assistono ammalati di sclerosi multipla, per tutti quelli che vogliono semplicemente sapere di cosa si tratta o per tutti quelli che vogliono sfogarsi, raccontare le proprie esperienze , dare consigli utili, confrontarsi per combattere e superare la paura del proprio "mostro".
Il mio mostro ( sclerosi multipla) l'ho esorcizzato scrivendo questo libro, voi potete leggerlo o scrivere su questo gruppo del vostro mostro, non necessariamente una grave malattia, ma anche una depressione, una perdita , un forte disagio , qualsiasi cosa vi possa far sentir meglio nello scrivere ai vostri amici di come affrontate o cercate di affrontare il vostro "mostro".
Grazie a tutti gli amici.
Fabrizio Sparta
nato l'8 agosto 1973 ad Alatri , Dottore in scienze motorie, da anni svolge attività artistiche come pitture e scrittura.
Un'estate con il mostro è il suo primo romanzo